Cos’è la truffa IBAN?
La truffa IBAN è una frode informatica che si basa sulla manipolazione delle informazioni relative alle coordinate bancarie di un’azienda. Questo tipo di attacco eleva notevolmente il rischio di perdite economiche significative. Di solito, i truffatori tentano di ingannare le vittime, modificando le coordinate bancarie necessarie per l’effettuazione di un bonifico, senza che l’azienda ne sia a conoscenza. Grazie a questo metodo, i criminali riescono a dirottare i pagamenti destinati a un’impresa su conti correnti controllati da loro. I risultati possono essere devastanti, non solo a livello economico, ma anche reputazionale per le aziende coinvolte.
Come avviene l’hacking della mail aziendale?
L’hacking email rappresenta il primo passo fondamentale per compiere una truffa IBAN. I criminali informatici possono utilizzare diverse tecniche per ottenere accesso alle caselle di posta elettronica aziendali. Molti attacchi iniziano con il phishing, una tecnica che inganna i dipendenti per far loro rivelare le credenziali di accesso. Altre volte, possono servire malware che si installano sui sistemi informatici delle aziende, consentendo l’accesso non autorizzato. Una volta che l’hacker ha accesso all’email, inizia a monitorare le comunicazioni e a raccogliere informazioni sulle transazioni in corso, le modalità di pagamento e chi è responsabile delle operazioni finanziarie.
Il passo successivo è l’invio di email fasulle che richiedono un cambiamento coordinate bancarie. Di solito, queste comunicazioni saranno redatte in modo da sembrare autentiche, utilizzando loghi aziendali e linguaggio ufficiale. La vittima potrebbe ricevere un’email in cui si richiede di utilizzare nuove coordinate bancarie per le transazioni future, senza sospettare che questa sia una manovra fraudolenta.
Prevenzione contro le truffe IBAN
La prevenzione truffe è essenziale per ridurre il rischio di subire danni. Le aziende dovrebbero implementare misure di sicurezza informatica più solide, come l’utilizzo di sistemi di autenticazione a due fattori per l’accesso alle email aziendali e ai sistemi di pagamento. È fondamentale formare i dipendenti su come riconoscere segnali di allerta, come email sospette o richieste di informazioni sensibili. Inoltre, è consigliabile adottare procedure interne che richiedano conferme verbali per qualsiasi modifica delle coordinate bancarie.
Monitorare le comunicazioni e le transazioni è vitali. Le aziende dovrebbero stabilire controlli regolari sulle coordinate bancarie utilizzate per i bonifici, verificando con il fornitore o il cliente, specialmente se qualcosa sembra strano. Infine, avere un piano di reazione in caso di sospetto di frode è una pratica consigliata per ogni micro, piccola o grande impresa.
Cosa fare in caso di truffa IBAN?
Se un’azienda sospetta di essere stata vittima di una truffa IBAN, è importante agire rapidamente. La prima azione da intraprendere è contattare immediatamente la banca interessata per segnalare il tentativo di frode. Le istituzioni bancarie possono a volte congelare il conto truffaldino o ritracciare i fondi. È anche utile informare le autorità competenti, come la polizia o il corpo specializzato nella cyber sicurezza, affinché possano avviare un’indagine.
In aggiunta, è fondamentale analizzare le vulnerabilità che hanno portato all’attacco e rafforzare i protocolli di sicurezza informatica. Non meno importante è avvisare i clienti e fornitori coinvolti, affinché possano essere vigili e monitorare eventuali attività sospette.
Conclusioni e consigli finali
In un contesto aziendale sempre più digitalizzato, la truffa IBAN rappresenta una delle maggiori minacce. La consapevolezza e la preparazione possono ridurre significativamente il rischio di cadere in queste trappole. La corretta informazione e formazione dei dipendenti sono elementi chiave nella lotta contro l’hacking email e la manipolazione dei dati sensibili.
In sintesi, la protezione dalle truffe IBAN richiede un approccio olistico, che include misure di sicurezza informatiche, procedure interne rigorose e formazione continua del personale. Rimanere aggiornati sulle tecniche di frode emergenti e attuare un sistema di monitoraggio attivo può fare la differenza. La sicurezza dei bonifici sicuri inizia con la consapevolezza e la pronta reazione a qualsiasi segnale di allerta che possa indicare una frode in corso.
Laura Conti
Commercialista e Consulente Fiscale
Consulente aziendale specializzata in diritto tributario. La sua missione è semplificare il fisco per professionisti e PMI, scrivendo guide pratiche su detrazioni, bilanci e normative fiscali in continua evoluzione.




