Bonus Condizionatori: acquisto con detrazione al 50% o 65% (se pompa di calore)

Nel 2026, il bonus condizionatori si conferma una delle agevolazioni fiscali più richieste dagli italiani. In un contesto di crescente attenzione all’efficienza energetica e al risparmio in bolletta, installare un nuovo climatizzatore può essere una scelta strategica, soprattutto se supportata da un rimborso fiscale importante. A seconda del tipo di apparecchio acquistato e della situazione dell’immobile, è possibile ottenere una detrazione Irpef del 50% o addirittura del 65%. In questo articolo ti spieghiamo nel dettaglio come funziona il bonus nel 2026, quali sono i requisiti da rispettare e come ottenere il massimo vantaggio fiscale senza incorrere in errori o ritardi.


Come funziona il bonus condizionatori 2026

Il bonus condizionatori 2026 è una detrazione Irpef riconosciuta a chi acquista e installa un nuovo climatizzatore, con o senza lavori di ristrutturazione. Il vantaggio principale è la possibilità di recuperare una parte della spesa sostenuta attraverso la dichiarazione dei redditi, in dieci quote annuali di pari importo.

L’entità della detrazione dipende dal tipo di intervento:

  • Detrazione del 50%: se l’acquisto avviene nel contesto di una ristrutturazione edilizia o come parte del bonus mobili ed elettrodomestici.
  • Detrazione del 65%: se si installa un climatizzatore con pompa di calore ad alta efficienza che sostituisce un impianto di riscaldamento esistente, nell’ambito degli interventi per il risparmio energetico (ex Ecobonus).

È importante conoscere i requisiti previsti per ciascuna opzione, poiché scegliere la formula sbagliata o dimenticare un adempimento può comportare la perdita del beneficio.


Bonus del 50%: quando si applica e come ottenerlo

La detrazione del 50% è la più semplice da ottenere ed è collegata principalmente a due situazioni:

  1. Interventi di ristrutturazione edilizia, anche parziali. Basta che l’acquisto del condizionatore sia legato a lavori di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo.
  2. Bonus mobili ed elettrodomestici, se l’impianto viene installato in un’abitazione oggetto di ristrutturazione. Il condizionatore deve avere una classe energetica pari o superiore alla A+.

In entrambi i casi, è obbligatorio effettuare il pagamento con modalità tracciabili, come bonifico parlante, carta di credito o bancomat. Inoltre, è necessario conservare tutte le fatture e i documenti tecnici relativi al climatizzatore.

Il tetto massimo di spesa per il bonus mobili nel 2026 resta fissato a 5.000 euro per unità immobiliare, come previsto dalla Legge di Bilancio, ma potrebbe variare in caso di nuove disposizioni nei mesi successivi.


Bonus del 65%: cosa serve per ottenerlo

La detrazione più alta, pari al 65%, è riservata a chi installa un condizionatore con pompa di calore ad alta efficienza energetica, in sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente. Questo intervento rientra nella categoria degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Per ottenere la detrazione del 65% nel 2026, è necessario rispettare alcune condizioni fondamentali:

  • Il nuovo impianto deve sostituire un sistema di climatizzazione invernale (non basta un’aggiunta).
  • Il condizionatore deve essere ad alta efficienza, con valori minimi prestazionali definiti dalle normative vigenti.
  • Deve essere trasmessa una comunicazione all’ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il portale ufficiale dedicato agli interventi di risparmio energetico.

Il pagamento deve sempre essere effettuato con mezzi tracciabili, e la documentazione tecnica, inclusa la certificazione del tecnico installatore, va conservata con cura.


Chi può beneficiare del bonus condizionatori

Il bonus condizionatori 2026 è accessibile a un ampio pubblico. Possono beneficiarne tutti i soggetti residenti o non residenti in Italia che sostengono la spesa e sono titolari di un diritto sull’immobile. In particolare:

  • Proprietari e nudi proprietari
  • Inquilini e comodatari
  • Usufruttuari e altri titolari di diritti reali
  • Condomini, per impianti installati nelle parti comuni
  • Soci di cooperative edilizie
  • Imprenditori individuali (solo per immobili non strumentali)

Anche i conviventi o i familiari che convivono con il proprietario dell’immobile possono richiedere il bonus, purché la fattura sia a loro intestata e abbiano effettuato il pagamento.


Documenti da conservare per non perdere la detrazione

Per ottenere e mantenere il diritto al bonus, è essenziale conservare tutti i documenti richiesti in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate o dell’ENEA.

I documenti principali sono:

  • Fattura d’acquisto del climatizzatore
  • Ricevuta del pagamento tracciabile (bonifico parlante o pagamento elettronico)
  • Certificazione energetica e scheda tecnica dell’apparecchio
  • Dichiarazione del tecnico installatore
  • Prova della ristrutturazione in corso (se applicabile)
  • Comunicazione all’ENEA (solo per detrazione al 65%)

Un errore molto comune è dimenticare la comunicazione all’ENEA: se prevista e non effettuata, l’Agenzia può disconoscere l’agevolazione anche a distanza di anni.


Cumulabilità con altri bonus e novità 2026

Nel 2026, il bonus condizionatori è cumulabile con altri incentivi, ma con alcune limitazioni. In particolare:

  • Non può essere cumulato con il Superbonus al 90% o 70%, se applicabile all’intervento.
  • È compatibile con il bonus ristrutturazioni e bonus mobili, a patto che le spese non siano già state coperte da altre detrazioni.

Inoltre, alcune Regioni o Comuni offrono incentivi locali aggiuntivi per la sostituzione di impianti obsoleti con pompe di calore moderne. Prima di acquistare, conviene informarsi presso il proprio Comune o controllare i bandi regionali attivi.


Conclusione

Il bonus condizionatori 2026 è un’opportunità concreta per chi vuole migliorare il comfort della propria casa senza affrontare spese eccessive. Conoscere le differenze tra detrazione al 50% e al 65%, scegliere il modello giusto e seguire correttamente l’iter burocratico può fare la differenza tra un risparmio garantito e una spesa non recuperabile. Hai già usufruito di questa agevolazione negli anni passati? Oppure stai pensando di cambiare impianto nel 2026? Raccontaci la tua esperienza o scrivici per un consiglio!

Redazione

Redazione

Articoli: 64

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *